MON CHERIE

Una collaorazione con UAL – London College of Fashion (BA) Fashion Illustration – year 2

Scritto e diretto da Laura Tessaris ed Entisar Mohannayeh

Soggetti Ji Kang (Femininity) e Marco Abrate (Mr. Pink)

Musica di Alon Mor, “Low Sugar”

Costumi di Laura Tessaris

Accessori di Entisar Mohannayeh

Mon Cherie è un fashion film ispirato alla Drag Queen Violet Chachki, protagonista della prima campagna di lingerie femminile non rappresentata da una donna.

Il tema del video è l’ esplorazione della femminilità in una sfera androgina, seguita dallo sfruttamento degli stereotipi di genere tipici della filmografia vintage.

Il film mostra i due personaggi senza lasciarli interagire, i colori e i costumi rendono lo spettatore al corrente della loro relazione mischiando gli elementi in modo leggero e allusivo.

Lei (Femininity) mostra la sicurezza e la bellezza classica della donna ideale, lui (Mr. Pink) la rottura delle barriere, la ricerca di una nuova silhouette senza la perdita dell’ identità maschile.

Il progetto punta a comunicare una nuova idea di performance di genere utilizzando la moda in modo anche giocoso, lasciando margine interpretativo allo spettatore.

Guarda lo short film:

https://www.youtube.com/watch?v=qwredC9npRg&t=2s

AQUA-r-IUS

 

 

Sono stato invitato personalmente dal comune di Roccella (Calabria) per l’esecuzione di una installazione site-specific sul lungo mare sulla tematica molto discussa dei Migranti.

L’installazione è stata eseguita con materiali di recupero utilizzando materiale di riciclo (molto sentito sul posto).
E’ stata una magnifica sfida arrivare sul luogo e utilizzare i materiali trovati tra la discarica e la strada.
Una sorta di Neuveau Reallisme 2.0
L’opera sarà esposta per tutta l’estate  e donata da Rebor al comune di Roccella.

 AQUA-r-IUS

Questa volta il bianco gioca come colore principale che nei paesi
medio orientali e’ il colore della morte mentre il rosa come sempre
serve per sdrammatizzare l’opera.
Ho giocato con il nome della prima nave AQUARIUS a cui il governo
italiano per la prima volta non ha aperto i porti. Dopo giorni la
Spagna ha offerto il suo aiuto. Ho spezzato la parola AQUARIUS: ne
contiene due latine . Una e AQUA che si riferisce al mare MARE NOSTRUM
su cui si affacciano da sempre i popoli del mediterraneo, luogo di
scambi, commerci e migrazioni. L’altro è IUS  che in latino vuol dire
diritto, giustizia, autorità potere… esiste lo IUS SOLI ed esiste
anche lo IUS AQUA: la legge del mare da sempre impone a qualunque
imbarcazione di salvare chi si trova in mare in pericolo. Così vale
anche per la montagna.

NON si può far politica fomentando le paure e usare i profughi come ARMA DI DISTRAZIONE.
Ben venga invece la notizia che da Bruxelles pensano ad una welfare
tax per aiutare i paesi africani. Il problema e’ strutturale. Finché
il mondo occidentale sfrutta il sud del mondo e fomenta guerre ci
saranno sempre profughi che hanno diritto di cercare migliori
condizioni di vita. Cosa faremmo noi al loro posto? Cosa ha fatto
anche l’Italia che e’ stata nell’800 terra di migranti ?

LA PAURA DELLO STRANIERO SPECCHIO DELLA NOSTRA FRAGILITÀ

MIGRAZIONI: ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA

Le emergenze sono altre: lavoro, economia, invecchiamento della popolazione, disuguaglianza sociale e profonda crisi culturale.

Mancano spazi di confronto libero e civile, manca la capacità di confronto e non si fanno più riflessioni che siano serie ed argomentate.

Viviamo in una società in cui la gente ha una paura folle perché è in crisi con la propria identità, intesa come senso della propria esistenza all’interno di una società.

Quando si ha paura si cerca dunque un colpevole, un capro espiatorio e in questo caso è lo straniero che arriva dal mare.

Temiamo ci porti via qualcosa.

Ma la paura che viviamo è più profonda e ciò che temiamo ci venga tolto lo abbiamo perso da soli.

…dobbiamo lavorare insieme sul concetto di laicità.

Laicità non vuole dire negare le proprie identità, significa costruire uno spazio che sia vivibile per tutti, ognuno con le sue differenze.

Da un intervista a Derio Olivero

Rebor

MR.PINK: L’ARTISTA DEI SIMULACRI

https://torino.diariodelweb.it/torino/articolo/?nid=20170715_432164

MISTER PINK – Si tratterebbe quindi di un gigantesco malinteso: nulla ha a che fare l’opera di Rebor con le panchine dipinte di rosa nè con le cabine del telefono. Rebor specifica che le sue opere non sono in alcun modo invasive e sono sempre state firmate: «La mia idea è quella che basta aggiungere un piccolo dettaglio a una scultura che sembra dimenticata per farla tornare alla ribalta e attrarre nuovamente l’attenzione del pubblico». Sono un ottimo esempio di questa filosofia artistica sia la statua con il cappello a cono dei giardini Balbo che le cornici apparse intorno alla fontana Angelica di piazza Solferino. Le installazioni di Rebor non sono autorizzare e vengono rimosse dai passanti o dalle autorità, tuttavia l’opera di piazza San Carlo è ancora lì quasi fosse un memento dei tragici fatti di quella notte.

http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/06/22/foto/la_pantera_rosa_mette_il_cappello_a_cesare_balbo-168819113/1/#1

CEDESI: SPERANZA ULTIMA DEA

http://www.lastampa.it/2018/05/21/cronaca/rebor-torna-a-colpire-in-piazza-carlo-alberto-una-lapide-adagiata-sul-prato-o9q9emhzAo0BhwHKDAx43O/pagina.html

Sull’onda del recente progetto “Eternity” a cura di Maurizio Cattelan presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara a cui ho partecipato “su invito”, https://www.finestresullarte.info/flash-news/1508n_carrara-rebor-performer-disturba-opera-di-cattelan.php

Rebor ha deciso di proseguirne il discorso soffermandosi sull’ hic et nunc, una riflessione che guardasse alla recente anomalia Italia.
Si tratta di un ‘opera che attraverso l’immagine di una tomba raffigura la Morte dell’Italia: l’unico elemento in rosa, questa volta, e’ il cartellino “cedesi” su cui ho oscurato alcune parole. La porta adagiata gioca il doppio ruolo di chiusura e di uscita di sicurezza.
La collocazione, poi, non a caso è nelle aiuole davanti al museo del Risorgimento Italiano che non solo amplifica il messaggio, ma ne crea il suo equilibrio.

IMPROVVISO MAI UBRIACARSI DI UBRIACHEZZA

http://www.lastampa/2017/07/15/italia/ecco-perch-dipingo-torino-di-colore-rosa-7gGix3QMytvvzduffJoihK/pagina.html.it

Titolo: «Improvviso». Sopra, una piccola firma, Rebor. Strano, hanno pensato i vigili urbani e parecchi torinesi, passando muniti di telefonino per documentare lo sbarco del rosa nel cuore di Torino. «Pink» (i cittadini lo hanno soprannominato così) non è Arsenio Lupin, non lascia biglietti firmati. E infatti, ecco il secondo colpo di scena: l’autore dell’installazione di piazza San Carlo, non è il «rosizzatore seriale».

“L’ondata fucsia che sta travolgendo Torino pare dunque avere più paternità. Un pasticcio surreale che sarebbe piaciuto a Banksy”

ECCE HOMO?

ECCE HOMO?I remember, and this was a couple years ago, an art teacher taking my drawings and ripping them in front of me. The answer to my question "where did those drawings end up?" Was "don't know, but definitely not at the National Gallery"… Later on I found them in the garbage and I decided to put the pieces back together#nationalportraitgallery #nationalgallery #fox #london #rebor #museum #portrait #torino #wall #trump #eccehomo #homo #pencildrawing #drawing #museum #louvre #museumlondon #italia #italiana #lastampa #artribune

Pubblicato da REBOR art su lunedì 28 maggio 2018

I remember, and this was a couple years ago, an art teacher taking my drawings and ripping them in front of me. The answer to my question “where did those drawings end up?” Was “don’t know, but definitely not at the National Gallery”… Later on I found them in the garbage and I decided to put the pieces back together