Rebor colpisce a Milano: Fedez e Chiara Ferragni sono i Protagonisti

GENERAZIONE BHO, “CONPASSIONE”

Il manifesto è stato posizionato nella zona del Naviglio grande a Milano:http://milano.repubblica.it/cronaca/2018/09/07/foto/milano_manifesto_cinematografico_fedez_ferragni_pieta_-205811609/1/

Il meccanismo delle Instagram story è il medesimo di una pubblicità : è sfuggente, non dura per sempre, ed illude. La situazione e’ paradossale, ci si trova come in una terra di nessuno: i grandi media da una parte e le persone dall’altra. Questo spazio a metà è come un limbo che la gente crea in continuazione.  Con l’avvento dell’era digitale e della globalizzazione le nostre conoscenze hanno iniziato a muoversi in un flusso continuo che non siamo in grado di fermare. Possiamo accedervi facilmente, ma solamente di sfuggita, perché quasi subito le informazioni acquisite devono essere delegate all’ oblio e sostituite da altre. La nostra vita e il nostro tempo fuggono, dandoci un senso di vertigine, come se le ore e i giorni impedissero una riflessione. Come reagirebbero oggi i futuristi? La nostra è una società iperattiva, paradossalmente spenta. La società immaginata dal Futurismo ha impiegato 70 anni per manifestarsi così come era stata immaginata: paradossalmente oggi basterebbero soli 2-3 anni per progredire in tal modo. Con questa figurazione, l’uso di un elemento POP interpretato dal cantante rapper italiano “Fedez”, che si abbandona nel Cristo morente, e di Chiara Ferragni, (moglie del cantante ) che si identifica nella Madre accogliente un figlio, in sintesi vuole aiutare il pubblico ad avvicinarsi alla mia ricerca. Davanti all’opera, ovvero al poster, lo spettatore viene accompagnato dallo slogan “GENERAZIONE BHO conPassione”: a prima vista…un “BHO”, e “conPassione” che metaforicamente traduce “la pietà ” (compassione) e induce alla speranza. Sul fondale troviamo segni frettolosi violacei che si rifanno al momento fugace di una Instagram Story. Con questo “ideale” manifesto pubblicitario, sintetizzo una contemporaneità sfinita e stanca vissuta in tempo reale , dove ogni cosa si appiattisce.  La trasgressione è divenuta parte del sistema. L’immagine della realtà si mischia con l’ irrealtà e l’uomo si perde.  È una società di “felici incoscienti”. Partecipiamo al disastro che ci circonda con grande leggerezza.

Il nostro oggi è un oggi ISTANTANEO,  fruito e consumato vorticosamente. Tutto questo potrebbe richiamare l’immagine di un luna park, fatto di luci e di mortaretti. L’affermazione di molti artisti e il fiorire di istituzioni sensibili che se ne occupano, sembrano dirci che abbiamo ancora un innato e profondo bisogno di arte, di stupore, di creatività. “E’ la bellezza che salverà il mondo”. L’artista di oggi può essere uno spirito saturnino, ossessivo, è invece “mercuriale” cioè proiettato dal bisogno della comunicazione, goloso di novità. In un mondo in cui il dramma degli attentati ci rende insicuri nelle nostre città, o il dominio del web e dei social media che controllano sempre più a fondo le nostre vite, dove l’identità della persona scivola via, l’artista dovrà assumere ancora di più che in passato, un ruolo onesto di denuncia e di testimonianza. L’opera deve essere approfondita per rimanere contemporanea, in questo caso l’immagine di Fedez e Chiara, viene ripresa nell’immediatezza delle instagram story. La lotta contro il tempo è illusione, dura niente, oppure tutto, il tutto e il niente sono lo stesso concetto. Un’opera non è certamente eterna ma è un tentativo di arginare la potenza distruttrice del tempo. La Pietà di Michelangelo resta un’ icona della fecondità creativa dell’uomo che cammina nel proprio tempo con le ansie, le gioie , le speranze.

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